welcome to bikini island > // 2023 // performance // polystyrene, steel, cement, thermic lights, bathing suites, fiji water // SOLAR DOGS – curated by Caterina Taurelli Salmbeni // Spazio In Situ // Rome
Welcome to Bikini Island è una performance che gioca sulla percezione della realtà alla luce degli stimoli cui il corpo umano è continuamente sottoposto, immerso in una dimensione virtuale e fisica dai contorni instabili. L’installazione si compone di due chaise longue in acciaio e polistirolo dall’estetica post-apocalittica, illuminate da due lampadine termiche rosse. Le performer, due sorelle albine, indossando un bikini bianco, entrano nello spazio e si accomodano nel proprio set, un solarium dalle tinte distopiche. Va in scena così una routine di movimenti in sincronia, talvolta interrotta da glitch e sfasamenti temporali. Nel prendere il sole le ragazze si tingono della luce calda delle lampade, instillando in chi osserva un senso misto di sogno e incubo, piacere e pericolo. Il lavoro prende origine dall’atollo di Bikini, insieme di isole al centro del Pacifico e municipalità delle isole Marshall. Il lotto venne utilizzato negli anni ‘40 come poligono nucleare americano, tramutando il paradiso tropicale in una zona radioattiva e tossica. Sintetizzando gli aspetti fantasmagorici del disastro ambientale, cultura pop occidentale ed estetica industriale, il gesto dell’artista evoca le contraddizioni del vivere contemporaneo, attraverso una tensione costante e incerta tra reale e fittizio, vita e morte, presenza e assenza.
Welcome to Bikini Island is an in-sync performance that investigates about the perception of reality in light of the stimuli to which the human body is continually subjected, immersed in a virtual and physical dimension with unstable contours. The installation consists of two chaise longue, made with steel and polystyrene and with a post-apocalyptic aesthetic, illuminated by two red thermal lamps. The performers, two albino sisters wearing a white bikini, enter the space and sit in their set, a deadly dystopian solarium. The result is a routine of synchronized movements take, sometimes interrupted by glitches and time lags. While sunbathing, the girls are tinged with the warm light of the lamps, instilling in those who observe a mixed sense of dream and nightmare, pleasure and danger. The work is inspired by the Bikini Atoll, a group of islands in the central Pacific, part of the Marshall Islands. The lot was used in the 1940s as an American nuclear range, transforming the tropical paradise into a radioactive and toxic zone. Synthesizing the phantasmagoric aspects of environmental disaster, Western pop culture and industrial aesthetics, the artist’s gesture evokes the contradictions of contemporary being, through a constant and uncertain tension between real and fictitious, life and death, presence and absence.




